Le mura e un bastione della fortezza veneziana di Peschiera del Garda che emergono dall'acqua
Bastione della fortezza veneziana di Peschiera (UNESCO) — foto: Krzysztof Golik · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Una città dentro una stella d'acqua

Chi arriva a Peschiera per la prima volta resta colpito da un dettaglio: il centro storico non sta semplicemente sulla riva del lago, ma è racchiuso da una possente cinta muraria che sembra emergere direttamente dall'acqua. La fortezza ha una pianta pentagonale, con un bastione a ogni vertice, e sorge nel punto esatto in cui il Garda si trasforma nel fiume Mincio. È proprio questa doppia presenza, lago e fiume insieme, a renderla un caso unico tra le città fortificate costruite dalla Repubblica di Venezia.

In questo articolo vi raccontiamo la sua storia, perché sapere chi ha costruito quelle mura, e perché, cambia completamente il modo di guardarle durante una passeggiata.

Il Cinquecento: Venezia fortifica il suo confine

Nel Cinquecento Peschiera era un punto strategico per la Serenissima: controllava l'uscita del lago e il passaggio verso la Lombardia. Per difenderla, Venezia decise di trasformare la vecchia cinta in una moderna fortezza bastionata, adatta all'epoca delle armi da fuoco. Il progetto fu affidato a Guidobaldo della Rovere, mentre i lavori videro coinvolto anche Michele Sanmicheli, uno dei grandi architetti militari del tempo.

Tra il 1551 e il 1553 furono costruiti i cinque bastioni, ciascuno con il proprio nome: Querini, San Marco, Cantarane, Feltrin e Tognon. Le mura vennero terrapienate, cioè rinforzate all'interno con terra, per assorbire meglio i colpi dell'artiglieria. Gli ingressi principali erano due, Porta Verona e Porta Brescia, rivolte verso le città da cui prendono il nome: ancora oggi sono tra i punti più fotografati del paese.

Dagli Asburgo al Quadrilatero

Con la fine della Repubblica di Venezia, la storia di Peschiera si intrecciò con quella delle grandi potenze europee. Dopo il trattato di Campoformio del 1797 la fortezza passò all'Austria; durante la campagna d'Italia del 1800 fu per un periodo sotto il controllo di Napoleone, per poi tornare agli austriaci, che ne rafforzarono le difese.

Nell'Ottocento Peschiera divenne uno dei vertici del celebre Quadrilatero, il sistema difensivo asburgico che comprendeva anche Verona, Mantova e Legnago. Durante la Prima guerra d'indipendenza la fortezza fu conquistata dall'esercito piemontese; per evitare che potesse accadere di nuovo, gli austriaci costruirono nei dintorni una corona di forti esterni, come quelli chiamati Cappuccini, Papa, Laghetto e Saladini. Molte di queste opere fanno ancora parte del paesaggio intorno al paese.

Il riconoscimento UNESCO del 2017

Il 9 luglio 2017 la fortezza di Peschiera è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale come parte del sito seriale transnazionale "Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale". Il nome racconta bene l'idea: lo "Stato da Terra" erano i domini veneziani nell'entroterra, lo "Stato da Mar" quelli lungo le coste dell'Adriatico.

Il sito riunisce sei luoghi in tre Paesi. In Italia, oltre a Peschiera, ci sono la città fortificata di Bergamo e la città-fortezza di Palmanova; in Croazia il sistema difensivo di Zara e la fortezza di San Nicolò a Sebenico; in Montenegro la città fortificata di Cattaro. Camminare sulle mura di Peschiera significa quindi percorrere un tassello di una rete difensiva che un tempo si estendeva dalla Lombardia all'Adriatico.

Curiosità: Peschiera ospita anche un secondo riconoscimento UNESCO, più antico e meno visibile. Dal 2011 alcuni siti palafitticoli del suo territorio, come quello del Belvedere, sommerso nelle acque del lago, fanno parte del sito seriale dei siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino.

Consiglio pratico: per apprezzare davvero la forma della fortezza, fate il giro delle mura in due momenti diversi: una volta a piedi, seguendo i bastioni e attraversando Porta Verona e Porta Brescia, e una volta dall'acqua, con un battello di linea in partenza dal pontile. Dal lago si capisce subito perché la chiamano città sull'acqua.

Come visitarla oggi

La cosa più bella della fortezza di Peschiera è che non si visita come un museo: ci si vive dentro. Le mura racchiudono il centro storico, con le sue piazze, i ponti e il Canale di Mezzo, e si possono osservare da molti punti diversi semplicemente passeggiando. Vi consigliamo le prime ore del mattino o il tramonto, quando la luce radente mette in risalto la pietra e i riflessi sull'acqua.

Da Susy's House il centro si raggiunge a piedi in circa 10 minuti: potete lasciare l'auto nel parcheggio privato e partire per la vostra esplorazione senza pensieri. Al rientro, un caffè preparato con calma a casa è il modo migliore per ripercorrere con la mente quattro secoli di storia.

Dormire a due passi dalle mura — Susy's House

Da Via Mantegna 7 il centro storico racchiuso dalla fortezza si raggiunge a piedi in circa 10 minuti, lasciando l'auto nel parcheggio privato e gratuito dell'appartamento.