Un luogo di quiete a due passi dal lago
Peschiera è famosa per le sue mura sull'acqua, ma a sud del centro storico, a circa due chilometri, si trova un luogo che racconta un'altra anima del territorio: il Santuario della Madonna del Frassino. È una meta di pellegrinaggio da oltre cinque secoli e, per chi soggiorna qui, è anche una piacevole sorpresa: un complesso rinascimentale silenzioso, con una chiesa ricca di opere d'arte e un convento che conserva due chiostri.
È un luogo che ci sta particolarmente a cuore, e che consigliamo a chi cerca, tra una giornata al lago e l'altra, qualche ora di calma.
La leggenda del frassino: l'apparizione del 1510
Secondo la tradizione, tutto ebbe inizio l'11 maggio 1510. Un contadino del luogo, Bartolomeo Broglia, stava lavorando nei campi quando fu aggredito da un grosso serpente. Spaventato, invocò l'aiuto della Vergine: il serpente si allontanò e, tra i rami di un frassino, apparve una piccola statua della Madonna con il Bambino, avvolta da una luce straordinaria.
La statuina, in terracotta e alta poco più di quattordici centimetri, divenne subito oggetto di grande devozione. Ancora oggi è custodita nel santuario, sopra l'altare maggiore, ed è il cuore spirituale dell'intero complesso. Proprio da quell'albero deriva il nome con cui il santuario è conosciuto in tutto il Garda.
Dalla prima cappella alla chiesa rinascimentale
La notizia dell'evento si diffuse rapidamente. Già il 12 settembre 1510 fu inaugurata una piccola cappella, costruita grazie alle offerte della popolazione. Pochi anni dopo la custodia passò ai frati francescani e, il 18 giugno 1515, fu posta la prima pietra della chiesa più grande, quella che vediamo oggi, in stile rinascimentale.
L'interno è a navata unica, con altari laterali e cappelle, e nel corso del Seicento si arricchì di decorazioni in stucco e di un coro ligneo. Tra le opere più apprezzate ci sono le tele di Paolo Farinati, pittore veronese del Cinquecento, accanto a lavori di altri artisti della scuola veronese.
La storia del santuario non è stata sempre tranquilla. In epoca napoleonica, nel 1810, i frati furono allontanati; durante i bombardamenti del 1848 l'abitato circostante fu distrutto, ma la chiesa si salvò. Per un periodo il convento fu usato anche per scopi militari e civili, finché nel 1898 i francescani tornarono e avviarono un completo restauro. Nel 1930 la statuina fu solennemente incoronata.
I chiostri del convento
Accanto alla chiesa si trova il convento, dove vivono ancora i frati francescani. Il complesso conserva due chiostri, decorati da cicli di affreschi: passeggiare sotto i portici, con il silenzio rotto solo dal canto degli uccelli, è uno dei momenti più suggestivi della visita. Il chiostro più piccolo, più raccolto, è pensato per la preghiera e la contemplazione.
Vi consigliamo di prendervi il tempo per osservare i dettagli: gli affreschi raccontano storie di santi e di devozione popolare, e il contrasto tra la luce del cortile e l'ombra dei portici crea un'atmosfera che resta impressa.
Come arrivarci
Il santuario si trova nella località Frassino, nella campagna a sud del centro di Peschiera, tra i vigneti del Lugana e le prime colline moreniche. È una distanza perfetta per una breve gita in bicicletta, oppure per una passeggiata per chi ama camminare; in auto bastano pochi minuti. Arrivarci pedalando, lasciandosi alle spalle il traffico del lungolago, fa parte del piacere della visita.
Potete abbinare la sosta al santuario a una mattinata in centro: le mura, il Canale di Mezzo e poi la quiete del Frassino, due volti molto diversi della stessa Peschiera. Da Susy's House il centro storico è a circa 10 minuti a piedi, e il parcheggio privato e gratuito vi permette di lasciare l'auto ferma per tutto il tempo che volete.
Una base tranquilla tra lago e colline — Susy's House
Dal santuario al lago, Susy's House è un punto di partenza comodo: parcheggio privato e gratuito, accesso keyless e centro di Peschiera a circa 10 minuti a piedi.


